Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy porterà a un rincaro da 1,6 miliardi per i consumatori americani, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell’italian sounding. E’ quanto stima la Coldiretti in merito all’annuncio del presidente americano, Donald Trump, di imporre delle tariffe aggiuntive su tutte le merci europee. Al calo delle vendite va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati.
Nel 2023, secondo Ires Piemonte, il valore totale delle esportazioni piemontesi verso gli Stati Uniti era di 5.66 miliardi di euro, di cui quasi 700 milioni si riferiscono a prodotti alimentari e bevande.
“Con i nuovi dazi, si teme un’ulteriore impennata del fenomeno dell’Italian Sounding, che danneggia le nostre imprese regionali, basti pensare al Gorgonzola, al vino e a molti altri prodotti del nostro territorio che vengono già falsificati – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. Ora i dazi americani colpiscono soprattutto il vino, il riso e l’ortofrutta per cui occorre lavorare a una soluzione diplomatica che venga portata avanti in sede europea. E’ necessario disinnescare questa guerra commerciale, diversificare i mercati di esportazione ed investire maggiormente nella promozione del nostro agroalimentare, per non dipendere solo dagli Usa”.